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 Presentazione

Armonie  della Magna Graecia con la XXII edizione riprende il cammino attraverso il solco tracciato già lo scorso anno, quando la musica di Bach è stata il filo conduttore di una speculazione esecutiva dove i diversi partecipanti hanno ritrovato quella pietra angolare che, al pari di una linea retta, definisce con sapienza il percorso interiore di coloro che ritrovano nella Magna Graecia una sorta di palingenesi dei sentimenti, che la musica rende naturalmente universali. Un ringraziamento in tal senso va in particolare al direttore artistico M° Raffaele Cacciola, compositore e raffinato ingegnere del suono, che già da un anno ha reso il festival Armonie della Magna Graecia un crocevia internazionale di rinomati artisti pronti a condividere lo spirito classico che pervade l'intera Magna Graecia e Tropea in particolare. E l'aver scelto come protagonisti i migliori giovani talenti del Conservatorio di Vibo Valentia per realizzare un evento unico nel suo genere come Piano Time, lunga passeggiata musicale nel centro storico di Tropea, brulicante di concerti pianistici itineranti attraverso vicoli, larghetti, androni di palazzi nobiliari e giardini segreti che evocano profumi millenari, rivela che quello spirito non è perduto e può rivivere in particolari attimi dell'estate in Magna Graecia, quando la  ''controra'' si traveste di abbaglianti fasci di luce che trasportano l'anima in un magico viaggio fuori dal tempo. Il sogno di riavvivare e celebrare la fiamma della bellezza rivivrà dunque anche quest'anno, attraverso le note dei grandi compositori, tutti figli di un padre severo quale Johann Sebastian Bach, maestro della scienza del contrapunctus, selva apparentemente oscura ma ostile solo a chi non antepone il sentire del cuore a quello della materia. Non è un caso che la stagione si chiuda con due tra i massimi artisti internazionali di oggi, Massimo Quarta e Giovanni Sollima, il primo impegnato nelle Sonate a Partite del genio di Lipsia ed il secondo nel progetto ''Barokcello'' che trae richiamo anch'esso dalla musica di Bach. Ai solisti del Teatro La Scala infine il compito di rinvigorire questa sorgente di purezza con l'esecuzione dei quintetti per fiati e pianoforte di Mozart e Beethoven, dove il magistero della forma trasfigura la forma stessa in una visione celeste.